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Dio e (è) donna

Come femminismo e religione cattolica possono convivere alla luce dell’intersezionalità. E perché non è ancora successo
Articolo Frisson n.12 - Dio e (è) donna
illustrazione: Francesca Aleandri Becchetti

Filippa è l’erede di una potente famiglia feudataria e ha l’età del debutto nel competitivo mercato matrimoniale medievale. La nobile non manca certo in bellezza, carisma e perspicacia. Tuttavia, si guarda bene dal voler seguire il percorso per lei tracciato dai genitori, soprattutto da quando nella sua vita è entrato Francesco: figlio ribelle di una dinastia nobiliare che ha scelto di seguire un ideale di povertà, di amore e di umiltà. Quando il fratello maggiore di Filippa, Tommaso, inizia a proporle con irriducibile insistenza papabili pretendenti, la giovane lo sfida apertamente rasandosi i capelli e fuggendo con le sue amiche in un eremo sperduto nella montagna del Cicolano. Coinvolto nella faida famigliare, anche il popolo si schiera: chi (i più) dalla parte del potere tradizionale, chi (pochi) dalla parte del coraggio delle sovversive. In una battaglia di astuzia e sentimenti, i due consanguinei dovranno fare i conti con le aspettative dell’alta società per il loro futuro, in una vicenda che celebra il carattere senza tempo dell’amicizia femminile, la memoria di famiglia, l’indipendenza economica e la ricerca della propria vera vocazione.

Potrebbe essere la trama di una serie, di quelle che Netflix cataloga come “con personaggi femminili forti”. In realtà è la personalissima sintesi della vita di una Santa cui sono molto affezionata: Santa Filippa Mareri. Se femminismo è uno sguardo, cosa accade se questo sguardo si posa sugli elementi costitutivi di una religione, nella fattispecie quella cattolica? Ė possibile far convivere la propria fede col femminismo? Ne abbiamo parlato con Marinella Perroni, laureata in Filosofia e dottorata in Teologia; docente emerita al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma e fondatrice, insieme ad altre, del Coordinamento Teologhe Italiane (CTI). Nato, racconta, nel 2003 “con lo scopo di valorizzare e promuovere gli studi di genere in ambito teologico”.

Il centro CTI si propone “di contribuire a formulare paradigmi e categorie nuove e sottoporre a esame critico gli attuali strumenti di lavoro in vista di una trasmissione inclusiva delle conoscenze teologiche; affrontare fonti documentarie in prospettiva di genere; favorire il confronto e lo scambio tra quante/i si occupano di tematiche legate alla finalità propria del CTI; promuovere e sostenere le donne che desiderano dedicarsi allo studio, alla ricerca, all’insegnamento della teologia”. Ma cosa significa associare l’aggettivo femminista alla teologia? “La teologia femminista è un approccio teologico che intende rivisitare in modo critico la tradizione religiosa, sia quella teologico-dottrinale sia quella delle pratiche, in particolar modo di ambito cristiano”, spiega Perroni a Frisson. “Nasce essenzialmente da due istanze: dal senso di estraneità che alcune donne hanno provato di fronte a qualche passo della Scrittura e dalla consapevolezza che le Sacre Scritture e la loro interpretazione sono nate e sono state tramandate in un contesto androcentrico: hanno, come norma e veicolo, un soggetto umano maschile che ha preteso di qualificarsi come soggetto universale.

Il femminismo, con la sua messa in discussione dell’occupazione maschile del centro dell’universo, ha riformulato con lucidità una prospettiva teoretica di insieme totalmente nuova”, prosegue. Perché “non postula tanto un semplice passaggio di mano del potere, ma impone di ripensare totalmente l’universo religioso con i suoi simboli e i suoi linguaggi, i suoi contenuti e le sue norme, le sue promesse e i suoi riti”.

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Melania Sestili Mieli
Melania Sestili Mieli
Melania Mieli è un progetto di scrittura nato nel 2015. Il suo blog è uno spazio di confronto con artiste e artisti indipendenti, dove si approfondiscono tematiche inerenti alla letteratura contemporanea, alla sessualità e ai femminismi. Ha pubblicato i romanzi: Il tredicesimo periodo (Lettere Animate, 2015), Il Piano dei Conti (Inknot Edizioni, 2019) e Il Punto di Rugiada (NullaDie Edizioni, 2020).
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