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La pelle che abito

Da quando è esplosa la pandemia il settore degli interventi di chirurgia estetica non ha risentito delle difficoltà economiche che si sono amplificate e ha addirittura registrato una crescita. E i medici confermano questo trend
Reportage Frisson n.10 - La pelle che abito

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Pedro Almodóvar nel suo dramma genialmente disturbante, dove il trattamento fisico era prima curativo che estetico, aveva raccontato la metamorfosi come annientamento dell’essere umano in quanto tale. Ma quella follia, ne “La pelle che abito”, seppur immaginifica era solo ipotetica. Dieci anni dopo ci troviamo a riflettere sulle conseguenze di  questo Meta(verso) fisico paradossalmente proprio quando ci è stato chiesto di esporci solo tramite monitor e webcam e non più (o quasi) live. “Durante le prime settimane di chiusura, nella Fase 1, pensavamo che non ci sarebbero più state le stesse richieste di prima”, spiega Chiara Gelati, specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva. “Le persone sono andate in cassa integrazione e hanno anche perso il proprio lavoro: nonostante ciò le richieste per gli interventi sono aumentate a dismisura”. Il New York Times, ad agosto del 2020, parlava dello “Zoom boom” raccontando l’incremento di richieste di interventi estetici.

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