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Diego Passoni: “La mia storia oltre i paletti delle religioni”

Voce radiofonica tra le più amate e un passato in convento: lo speaker di Radio DeeJay Diego Passoni racconta perché la spiritualità può e deve dare consapevolezza. Anche nel sesso
Coverstory Frisson n.12 - Diego Passoni

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Voce radiofonica tra le più amate e un passato in convento: lo speaker di Radio Deejay racconta perché la spiritualità può e deve dare consapevolezza. Anche nel sesso

Diego Passoni ha un sorriso contagioso, e lo sguardo di chi ha fatto del suo percorso di vita un viaggio di consapevolezza ma anche di serenità in leggerezza. Vuole raccontare e condividere, nella sua complessità e nella sua efficacia. D’altro canto è la sua storia, non solo il suo mestiere. “Se volete vivere felici, trovate qualcuno che vi guardi come Diego Passoni guarda il mondo”, dice di lui Michela Murgia.

Passoni è una delle voci simbolo della radio di oggi: storico conduttore di Radio Deejay, a maggio è uscito il suo terzo libro, Isola, edito da Mondadori. Il racconto di una Milano quotidiana e caleidoscopica attraverso uno sguardo fatto di contraddizioni e desideri. Il suo primo libro invece è Ma è stupendo. “Immagina di fare una scelta di vita radicale, di abbandonare famiglia, amici e sicurezze per seguire una vocazione coraggiosa e controcorrente”, si legge nella sinossi. “Immagina di capire improvvisamente di aver sbagliato tutto. immagina di tornare a casa e di scoprire che non sai più qual è il tuo posto nel mondo. I

l protagonista di questa storia tutto questo non l’ha immaginato, l’ha vissuto in prima persona. Arrabbiato, spaventato, stordito, ha trovato la forza di non perdersi d’animo, la fiducia nel futuro, la consapevolezza che essere se stessi sia il più profondo atto d’amore nei propri confronti. E seguendo le sue peripezie, le sue esperienze, le sue contraddizioni, anche noi possiamo cominciare a guardare alle nostre giornate con occhi nuovi, imparando a dire, davanti a quello che la vita ci propone: ma è stupendo!”. Il secondo libro di Passoni si chiama invece Siamo tutti sulla stessa arca.

“Nella mia storia di giovane frequentatore di oratorio, poi educatore, poi in prova in una comunità religiosa, di Bibbia ne ho letta un bel po’”, racconta Passoni. “Solo molti anni dopo però, ho cominciato a leggerla dall’inizio, un po’ al giorno, tutti i giorni, come qualunque altro libro. Col tempo, ho realizzato che la Bibbia non dà risposte, ma suscita in noi un sacco di domande. Perché chi l’ha scritta non voleva offrirci una determinata verità, ma far sì che avessimo noi voglia di cercarla”.

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