"La preghiera del mattino dell'uomo moderno è la lettura del giornale”, diceva Hegel. Oggi quella preghiera passa piuttosto attraverso i social e i motori di ricerca, con il loro potere di decidere cosa pubblicare e cosa, a volte, far scomparire. Nel nome dei termini di servizio e, forse, di una qualche morale. Le piattaforme - soggetti privati - sono oggi “così grandi e in una situazione di quasi monopolio o oligopolio”, dice Carola Frediani. “È un dato di fatto ed è il problema”. Le nuove frontiere della libertà di espressione alla prova dell’algoritmo.
La dolce attesa a volte si trasforma in fonte di imbarazzo e insicurezza. Ancora troppe donne avvertono la pressione del giudizio della società, fra estremo pudore e modelli di perfezione inarrivabili
La censura passa anche da social network e show business: per le persone di colore sono ancora spazi di azione limitati, mondi a volte inaccessibili o dove per entrare è necessario adattarsi a un certo tipo di standard radicato, imposto dai
“pelle-chiara”