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Droga, da protagonista a espediente narrativo

Dai Poeti Maledetti a Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino
riflesso in uno specchio di una ragazza con capelli rosa, sopra allo specchio ci sono delle pasticche
credit: Matteo Badini (Unsplash.com)

Sono tanti i film, romanzi, documentari, poesie e opere che hanno le droghe come protagoniste assolute della narrazione.

Non esiste un solo modo per raccontare un fenomeno così complesso e controverso che può, invece, abbracciare tanti punti di vista ed essere utilizzata per raggiungere gli obiettivi più disparati.

I Poeti Maledetti, per esempio, usavano la droga per arrivare a stati alterati della coscienza per poi descrivere le sensazioni e le percezioni che vivevano in quei momenti. Lei era la protagonista non assoluta ma relativa, perchè era un mezzo per raggiungere un fine.

Allo stesso tempo, le narrazioni sulle droghe sono utilizzate come espediente per raccontare l’evoluzione del tessuto sociale, una generazione e i suoi malesseri in un preciso momento storico (come in Trainspotting). Ci sono, poi, molti contenuti che mirano a sfruttare la droga per affrontare fenomeni più estesi e intrecci storico-politici (come nel libro ZeroZeroZero di Roberto Saviano), ma anche personaggi ed eventi specifici (la piaga dell’eroina negli anni Settanta-Ottanta e il controverso personaggio di Vincenzo Muccioli nella serie tv SanPa – Luci e tenebre di San Patrignano).

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© Riproduzione Riservata

Maria Francesca Marras Pinna

Maria Francesca Marras Pinna

Laureata in letterature straniere e specializzata in editoria. Lavora nel marketing digitale e ha un amore viscerale per la parola scritta. Un giorno ha acquistato Frisson e… dopo un’ora si è proposta alla redazione per offrire il suo contributo.

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