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L’Islam non vuole la mortificazione sessuale della donna

Viaggio attraverso la tradizione e la modernità, tra strumentalizzazioni della religione ed equivoci. A vantaggio, naturalmente, degli uomini
Foto di donna con velo di profilo vista dal basso. La foto è virata al verde e blu
credit: Jauzax (unsplash.com)

La tradizione è un elemento basilare della personalità arabo-musulmana. Corano, hadith e fiqh sono immutabili. Stabiliscono il modello che Dio ha scelto per la sua comunità.

Questa è l’intuizione di fondo sulla base della quale la tradizione propone diverse serie di comportamenti stereotipati che in ogni momento devono essere ripristinati – per quanto possibile – nella loro interezza e originaria purezza. Il Corano è la Parola divina, kalāmu Allah, il logos universale, la pura idea. La Sunna del Profeta è il modello pratico. Nell’Islam, la tradizione è un insieme culturale ideale di regole. Conformarsi rigorosamente assicura di essere sulla strada che porta a Dio.

L’Islam è essenzialmente un’ortodossia. Da qui la continua, “regressiva” tentazione del “fondamentalismo”. Al centro, il grande dibattito tra antico e moderno, il qadīm e il jadīd: l’intero sistema culturale arabo-musulmano è imperniato sulla necessità di identificare, analizzare e comprendere la Tradizione. L’educazione, la filosofia, la politica, le arti e la scienza non sono altro che modi per imparare a conformarsi a questo Modello ideale rivelato.

Il sesso

Per oltre quattordici secoli le società islamiche, dal Marocco alla Cina, hanno avuto paesaggi sessuali diversi quanto le terre su cui sono state costruite. Molteplici modi di negoziare il comportamento sessuale esistono da quando esiste la religione stessa. Non è sempre stato così, ma negli ultimi 150 anni la sessualità delle donne è stata vista come qualcosa da controllare, nascondere o dominare, il più delle volte dagli uomini. Attraverso i secoli, la sessualità ha avuto un grande impatto su identità, autostima, relazioni, costumi sociali e persino codici legali. Purtroppo in molte società e per molti anni – basti pensare oggi all’Afghanistan – le donne sono state principalmente definite dal loro ruolo di esseri il cui scopo principale è soddisfare i bisogni sessuali degli uomini. E questa percezione ha contribuito a mantenerle in posizioni di inferiorità e sottomissione agli uomini.

Tabù

La visione della sessualità come tabù e vergognosa non è affatto unica in nessun particolare gruppo religioso o etnico. Nel Corano e negli Hadith ci sono diversi riferimenti alla sessualità. Per esempio nel verso seguente, uomini e donne sono indicati come gli indumenti l’uno dell’altro: il che implica un senso di equilibrio e di nutrimento reciproco.

Vi è lecito entrare dalle vostre mogli durante la notte che precede il (giorno) digiuno: esse sono per voi come una veste, e voi siete come una veste per loro. Dio è consapevole che vi sareste privati ​​di questo diritto, e così si è rivolto a voi nella sua misericordia e vi ha tolto queste difficoltà. Ora, dunque, giacete con loro pelle a pelle, e vi avvalete di ciò che Dio ha ordinato per voi (2:187).

I rapporti sessuali sono visti come parte della relazione spirituale tra marito e moglie. Il Corano proibisce i rapporti durante le mestruazioni (2:222) per evitare di causare disagio a una donna. Nel versetto 223 della stessa Sura, il Corano dice:
Le tue mogli sono il tuo tesoro; andate, quindi, alla vostra altezza come desiderate, ma prima provvedete qualcosa per le vostre anime, e rimanete consapevoli di Dio, e sappiate che siete destinati a incontrarLo. E dai la buona novella a coloro che credono.
Sulla base di questi versi e di alcuni hadith, le coppie musulmane sono incoraggiate a godere del sesso in qualsiasi modo preferiscano. Gli unici divieti riguardano l’evitare i rapporti sessuali durante le mestruazioni e la penetrazione anale: questo spiega il testo nel versetto sopra menzionato poiché è stato rivelato quando uno dei Sahaba (i compagni del Profeta) era preoccupato di aver commesso peccato per rapporti sessuali anali e il Profeta disse che qualsiasi posizione era lecita fintanto che non si verificava la penetrazione anale. Quindi se la coppia è reciprocamente d’accordo non si applicano altre restrizioni.

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Barbara Nanan Schiavulli
Barbara Nanan Schiavulli
Barbara Nanan Schiavulli, corrispondente di guerra e scrittrice, ha seguito i fronti caldi degli ultimi ventisei anni, come Iraq e Afghanistan, Israele e Palestina, Pakistan, Yemen, Sudan, Cile, Haiti, Venezuela. I suoi articoli sono apparsi, tra gli altri, su Repubblica, il Fatto Quotidiano e l'Espresso. Ha collaborato con radio (Radio 24, Radio Rai, Radio Popolare, Radio Svizzera Italiana, Radio Capital, Radio Radicale) e TV (RAI, RAI News 24, Sky TG24, LA7, TV Svizzera Italiana). Attualmente collabora con la BBC. Dirige Radio Bullets, una testata giornalistica online che si occupa di esteri. Vincitrice di numerosi premi nazionali e internazionali, tra cui il Premio Lucchetta, il Premio Antonio Russo, il Premio Maria Grazia Cutuli e il Premio Enzo Baldoni. Ha pubblicato Le farfalle non muoiono in cielo (La Meridiana, 2005), Guerra e guerra (Garzanti, 2010), La guerra dentro (2013), Bulletproof diaries. Storie di una reporter di guerra (2016), Quando muoio lo dico a Dio, storie di ordinario estremismo (2017). Viaggia sempre con un trolley rosa e una stilografica.
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