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Il Museo della Vagina

Dopo la pandemia riapre a Londra il museo dedicato alla vagina, eludendo la censura del web con una campagna suggestiva
Articolo Frisson n.11 - Museo della Vagina

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Dopo la pandemia riapre a Londra il museo dedicato alla vagina, eludendo la censura del web con una campagna suggestiva

L’unico museo fisico dedicato alla vagina si trova a Londra e ha riaperto i battenti da poco, dopo sei mesi di chiusura a causa del Covid. Siamo nel quartiere Bethnal Green, East London, la zona più multietnica della città ma anche una fra le più vivaci e alla moda.
Nella sede di ENTER – hub creativo, cafè, coworking e molto altro – trova la sua nuova casa il Museo della Vagina con spazi quasi triplicati da dedicare a mostre e installazioni permanenti e temporanee.

La storia

Il museo nasce nel 2017 grazie a un’intuizione della divulgatrice scientifica, comica e presentatrice Florence Schechter. Se esiste un museo del pene in Islanda, perché non ce n’è uno sulla vagina? Detto, fatto.

Partito come pop up store itinerante in tutto il paese (dal Green Man Festival alla Royal Institution, dalla Feminist Library al Freud Museum) nel 2019 arriva la prima sede nel quartiere suggestivo di Camden Market. L’idea è quella di un luogo in cui creare cultura intorno alla salute e all’anatomia ginecologica, e per far conoscere la vulva e la vagina per cancellare lo stigma sul corpo e sui genitali.

Circa il 50% della popolazione ha una vagina e per la maggior parte viene al mondo attraverso di essa, letteralmente. Eppure esistono ancora falsi miti e dicerie sulla salute ginecologica, la contraccezione, le mestruazioni, ecc. 

Tuttavia il Museo non nasce come luogo per sole donne (e persone con vulva), ma come spazio intersezionale e trans-inclusivo in cui persone di ogni genere, orientamento sessuale ed età sono le benvenute.

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