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M’amma non m’ama: vivere la gravidanza senza autocensura

La dolce attesa a volte si trasforma in fonte di imbarazzo e insicurezza. Ancora troppe donne avvertono la pressione del giudizio della società, fra estremo pudore e modelli di perfezione inarrivabili
illustrazione con delle mani femminile che tengono un test di gravidanza un vaso con una margherita con petali che cadono e un planner 2021
artwork: Francesca Stella Ceccarelli

Uno degli eventi più celebrati in tutte le culture del mondo può diventare fonte di imbarazzo e autocensura? Sembrerebbe proprio di sì. Storicamente la gravidanza è stata affrontata dalle donne con differenti livelli di consapevolezza e comprensione. E se l’arrivo di una nuova vita è generalmente considerato un dono, non è sempre detto che le future mamme lo vivano come tale, anche quando il contesto familiare e sociale suggerirebbe il contrario. «Lo ricordo come fosse ieri – mi racconta spesso mia nonna, Teresa Lopez – Mia madre era incinta di mia sorella Rosetta, ma di quella gravidanza si vergognava. Non perché non fosse desiderata, ma perché aveva paura di sentirsi giudicata. Mio fratello maggiore era appena tornato dal periodo di leva, e lei a quarant’anni era nuovamente in stato interessante. Nascondeva il pancione sotto al grembiule».

Era il 1939, a Catanzaro, nel cuore della Calabria. Altri tempi, altre latitudini, altre sensibilità. Eppure all’epoca era la normalità, non certo un caso isolato. «Nemmeno trent’anni dopo – continua – è successo anche a me: quando ero incinta della mia terza figlia ho evitato qualsiasi abito che potesse tradire il mio stato. Nemmeno il portiere del palazzo si era accorto che aspettavo una bambina!». Alla soglia dei novant’anni, Teresa sorride mentre si sofferma a riflettere su quanto le cose siano cambiate: «Sembra assurdo raccontarlo adesso, visto che quasi tutte ormai mettono in mostra le proprie forme».

A rompere gli schemi infatti ci pensò Demi Moore nel 1991: in una storica copertina di Vanity Fair si mostrava nuda e molto, molto incinta. Da allora sempre più star, fra cui Gwyneth Paltrow, Beyoncé, Cindy Crawford, Halle Berry e Michelle Hunziker, hanno raccolto la sfida, lasciandosi fotografare durante gli ultimi mesi della gestazione.

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Valentina Celi

Valentina Celi

Dopo la laurea in Relazioni internazionali, si specializza in Media Entertainment, e poi alla Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia. Oggi lavora al Tg5 e collabora con Io Donna. Ama raccontare storie al di là degli stereotipi e su Frisson si diverte a raccontare quello che gli altr* non dicono

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