Frisson n.19: arena tossica, sport e competizone
La competizione che esclude, lo sport che resiste: corpi, identità e diritti
Frisson, il magazine che dal 2019 si occupa di femminismi, sessualità e diritti civili, dedica il suo nuovo numero allo sport e, per estensione, al concetto di competizione.
Cosa succede quando le regole sportive non sono uguali per tutt3? Quando i corpi vengono esclusi, normati, giudicati? Quando vincere significa aderire a standard che non tengono conto delle differenze?
Frisson sceglie di indagare lo sport e la competizione come spazi politici, attraversati da disuguaglianze di genere, discriminazioni e resistenze. Terreni in cui si scontrano visioni del mondo, ma anche luoghi in cui immaginare nuove possibilità.
Sport, corpi e rappresentazione: chi può competere? La storia di Valentina Petrillo
Dalle atlete che sfidano il gender gap alle persone trans, intersex e non binarie che mettono in discussione le categorie tradizionali, emergono storie che raccontano esclusioni sistemiche ma anche percorsi di affermazione e cambiamento.
L’intervista a Valentina Petrillo testimonia tutto questo attraverso la voce di chi vive lo sport sulla propria pelle, ridefinendo i confini di ciò che è considerato “giusto”, “naturale” o “ammissibile”. Ne emerge un racconto plurale, in cui la competizione smette di essere solo performance per diventare terreno di lotta e autodeterminazione.
Oltre la gara: ripensare la competizione
La competizione non si esaurisce nello sport: Frisson n.19 amplia lo sguardo, esplorando come questa logica attraversi il lavoro, le relazioni, la cultura contemporanea. Chi resta indietro? Chi stabilisce le regole? È possibile immaginare forme di competizione più eque, o addirittura sottrarsi a questa logica?
Quattro copertine, quattro messaggi
Frisson n.19 esce con quattro diverse copertine, progettate da Francesco Mazzenga, dove lo strillo tipografico Arena Tossica prende
E non è tutto: sul retro della rivista, quattro dichiarazioni accompagnate da dati approfonditi nell’editoriale della direttrice Angela Gennaro.
Gli articoli di Frisson n.19
Disponibili a breve

Due pesi e due misure: lo sport femminile è sempre un passo indietro
Lo sport femminile continua a pagare il prezzo dei salari più bassi, della minore visibilità mediatica e delle scarse opportunità professionali. Un’analisi sul gender gap che ancora divide atlete e atleti in Italia.

Le regole dell’Olimpo: corpi atletici e binarismo di genere
I casi Semenya e Khelif riaprono la domanda: chi decide cosa significa essere donna nello sport? Risponde la sociologa Alessia Tuselli

Intervista all’atleta Valentina Petrillo: “Più veloce del tempo, la mia contro i modelli imposti”
Tra identità, sport e futuro, Valentina Petrillo si racconta a Frisson: una storia di resistenza personale contro
i modelli imposti e le aspettative della società

Fuori dai giochi. Corpi non conformi nello sport
Lo sport viene raccontato come uno spazio neutrale e meritocratico, ma continua a escludere molti corpi non conformi.

Arena Tossica: lo sport è ancora una polaroid del Patriarcato
Alla boxe (alla mia personalissima elaborazione della boxe) sono arrivata in tarda età. Sara, la mia maestra, dice sempre: “Avessi cominciato prima (non dice ‘più